Swisscanto: l’isolamento commerciale degli Stati Uniti sta facendo scalpore, ma non è sostenibile.

Swisscanto: l’isolamento commerciale degli Stati Uniti sta facendo scalpore, ma non è sostenibile.
Allocazione tattica degli attivi

Milano, 3 aprile 2025.  Di Stefano Zoffoli, Chief Strategist Asset Management di Swisscanto AM

In breve

Il governo statunitense intende proteggere l’industria nazionale dalla concorrenza estera attraverso dazi all’importazione di circa il 22%.

Questo porterà a un’inflazione più elevata e a una crescita economica più debole. Poiché i consumatori americani si opporranno all’effetto inflattivo nel medio termine, ci aspettiamo che gli annunci vengano ridimensionati.

Cosa è successo?

Il dibattito sui dazi statunitensi, a tariffa fissa o reciproca, si è concluso con le seguenti decisioni:

  • Dazi del 10% su tutte le importazioni a partire dal 5 aprile.
  • Dazi del 54% sulla Cina20% sull’UE24% sul Giappone31% sulla Svizzera a partire dal 9 aprile.
  • Messico e Canada evitano, per il momento, nuovi dazi.

Per contestualizzare: finora, i dazi effettivi degli Stati Uniti erano intorno al 2,5% complessivo.

I mercati azionari hanno reagito negativamente, ma senza panico, agli annunci inaspettatamente severi. A livello aziendale, si temono colli di bottiglia nelle forniture, calo delle vendite e riduzione dei margini. I prezzi delle obbligazioni, invece, hanno beneficiato delle attese di rallentamento economico. Una possibile stagflazione renderebbe più difficile un allentamento monetario.

Variazioni in valuta locale

EMU Equity

US Equity Futures

EM Equity Futures

USDEUR

US 10y

GER 10y

Gold

April 3rd 2025

12:20

-2.0%

-3.1%

-1.6%

-1.6%

-7bp

-6 Bp

-0.3%

Since Jan 1st, 2025

+6.1%

-12.0%

+2.4%

-6.1%

-51bp

+28 bp

+19%

 Come valutiamo la situazione?

La guerra commerciale statunitense porta a una crescita economica più debole.

I nostri economisti prevedono una crescita del PIL globale del 2,5%, ipotizzando una revisione parziale dei dazi annunciati.

In questo scenario principale (probabilità 60%), si raggiungeranno accordi bilaterali nel medio termine e l’inflazione negli USA salirà leggermente sopra il 3% (effetto dazi pari a +0,3%), mentre nelle altre regioni resterà sotto il 3%.

L’effetto frenante sull’economia globale sostiene le obbligazioni governative, mentre tra le azioni ne beneficiano le aziende orientate al mercato interno e i fornitori di servizi (come il settore finanziario).

In generale, ci aspettiamo una rotazione dai settori growth (come IT e comunicazione) verso i settori value (come utilities e beni di consumo primari), e una riallocazione dagli USA verso regioni con forte domanda interna come i mercati emergenti.

Nello scenario negativo (probabilità 10%), con un’escalation duratura e un crollo dei consumi statunitensi, una recessione diventerebbe inevitabile.
Nello scenario positivo (probabilità 30%), invece, si troveranno rapidamente dei compromessi.

In un nostro aggiornamento del 17 marzo 2025, avevamo evidenziato due fattori rilevanti per la nostra valutazione del mercato: la fiducia dei consumatori USA e gli utili societari.

La prima è attualmente sotto pressione (anche a causa delle perdite di Borsa), ma potrebbe essere sostenuta da tagli fiscali. Finora, gli utili aziendali hanno reagito poco. In entrambi i casi, la valutazione attuale è più negativa rispetto a tre settimane fa, ma il mercato ha già scontato gran parte degli sviluppi.

Come sta andando la nostra allocazione tattica degli attivi?

La nostra previsione di inizio anno di una rotazione dal big tech statunitense verso altre regioni si è confermata.

Il sovrappeso azionario è stato penalizzante, ma compensato dalla resilienza dei mercati emergenti, della Svizzera e del Regno Unito.

Nel comparto obbligazionario, la nostra attenzione ai titoli di Stato australiani e britannici sta ora dando buoni risultati.

Lo yen giapponese è in sovrappeso, mentre il dollaro statunitense è sottopesato. Gli investimenti alternativi (oro, strumenti legati alle assicurazioni) stanno contribuendo alla stabilizzazione del portafoglio.

Quali aggiustamenti consideriamo?
La politica economica del governo USA è diventata più erratica ed estrema rispetto al primo mandato di Trump. Nel nostro scenario base, ci aspettiamo che l’inversione di rotta annunciata venga attenuata, e confermiamo quindi il nostro posizionamento.