Rallentamento o Crescita? La Scommessa dei Mercati per il 2025

Milano, 25 febbraio 2025. A cura del Team di Gestione Pharus.
È stata una settimana volatile sui mercati con le azioni globali che si sono mosse in base agli utili e alle preoccupazioni macroeconomiche chiudendo in calo dell`1%.
In settimana sono state rilasciate le così dette “minute” ovvero il verbale della riunione di Gennaio del FED che ha confermato una posizione attendista da parte della banca centrale americana che è pronta ad abbassare i tassi di interesse, ma solo quando ci saranno segnali più chiari di un ritorno dell’inflazione verso il 2%.
Con i mercati azionari e obbligazionari che trovano supporto in questa pausa definita “accomodante”.
Anche la Fund management survey realizzata da Bank of America evidenzia che il 77% dei gestori intervistati si attende per il 2025 almeno un taglio dei tassi da parte della Fed con il 46% che punta invece su due tagli.
Il cosiddetto “Trump Trade”, sembra essersi invertito, mentre gli asset internazionali tra cui azioni cinesi, materie prime, oro ed Europa stanno guadagnando terreno.
In Europa in particolare, con 4 miliardi di acquisto sugli equity, si registra la settimana con maggiori flussi in acquisto degli ultimi 3 anni.
Walmart ha registrato una seduta particolarmente negativa dopo la pubblicazione dei risultati finanziari del quarto trimestre con un calo del 7%.
Non stiamo parlando solo di un gigante della vendita al dettaglio, ma anche di un benchmark della spesa dei consumatori, che rappresenta in qualche modo due terzi del prodotto interno lordo degli Stati Uniti.
Quando l'azienda presenta i risultati, il mercato li ascolta ed il trimestre passato è andato tutto sommato bene, ma le previsioni per l’intero anno sono state deludenti.
La crescita delle vendite è stimata tra il 3% e il 4%, pari a quella dello scorso anno e inferiore al 4% atteso dagli analisti.
Il direttore finanziario ha dichiarato che è stato prudente adottare un approccio "un po' misurato" all'inizio dell'anno, data la potenziale imprevedibilità del contesto macro, con Il mercato che vi ha letto la possibilità che la spesa dei consumatori possa indebolirsi di fronte agli effetti inflazionistici dei dazi.
In realtà le aspettative sui conti di Walmart erano incredibilmente alte: il titolo è salito del 65% nell'ultimo anno e la sua valutazione si trova su livelli mai visti storicamente di circa 35 volte gli utili rispetto alla sua media di 19.