QUAL E' L'OUTLOOK PER IL SETTORE DELLA TECNOLOGIA?

Milano, 11 febbraio 2025. A cura di Richard Clarke-Jervoise, Managing Director, Private Equity, ODDO BHF AM
L’outlook per il settore tecnologico è decisamente migliorato nel 2024, e dovrebbero fare ulteriori passi avanti nel 2025.
I nuovi finanziamenti per le start-up si sono stabilizzati, le valutazioni hanno cominciato a risalire e il mercato delle IPO (offerte pubbliche iniziali) sta mostrando segni di riapertura, dopo una stasi lunga 3 anni.
Nel contempo, le società tecnologiche raramente hanno goduto di migliore salute.
Grazie a tassi d’adozione da record, le start-up non sono mai cresciute così rapidamente, e le società del settore tecnologico sono sempre più redditizie.
Nel frattempo, la carenza di liquidità continua a creare un ottimo ventaglio di opportunità per gli investitori nelle società tecnologiche private.
Dopo un periodo di quasi 3 anni senza IPO, gli investitori non sono mai stati così a corto di liquidità.
Lo scorso anno le distribuzioni annue agli investitori nel settore tecnologico hanno segnato un calo del 5%.
A questo ritmo, agli investitori servirebbero circa 20 anni per recuperare l’intero valore del loro portafoglio.
Ciò ha convinto molti investitori a cercare di incassare su una parte dei portafogli tecnologici in modo da soddisfare il loro fabbisogno di denaro.
Come evidenziato in precedenza, la mancanza di acquirenti li ha portati a vendere le proprie posizioni con sconti significativi.
Questo contesto più unico che raro ha creato opportunità d’investimento molto interessanti, per cui è possibile investire in società tecnologiche non quotate redditizie e in rapida crescita a sconti notevoli rispetto al fair value.
Troppo bello per poter durare?
Con la riapertura dei mercati delle IPO e un migliore outlook per fusioni e acquisizioni, il maggiore flusso di liquidità porterà sicuramente ad una revisione nei prezzi di queste opportunità, giusto?
Noi crediamo di no, almeno non nel medio termine.
Stimiamo che ci sia un ammanco di liquidità di $150 mld che si è accumulato negli ultimi 3 anni, da quando il mercato ha invertito la rotta.
Per capirsi, nel periodo 2010-2020 la liquidità annua media proveniente dagli investimenti tecnologici era pari a solo $43 mld. L’intero mercato secondario di asset privati nel 2024 ammontava a $140 mld, e la tecnologia ne rappresentava solo il 10%.
In base a queste cifre, prevediamo che ci vorranno 3 anni per esaurire gli arretrati.
Per questo crediamo che nei prossimi anni le condizioni di mercato rimarranno molto favorevoli a chi investe in società tecnologiche non quotate.
Che impatto avrà la rielezione di Donald Trump?
Prevedere cosa farà Donald Trump nel suo secondo mandato è praticamente impossibile.
Una cosa però è chiara – la portata della sua ambizione di consolidare la posizione di leader dell’economia degli Stati Uniti.
E in tutto questo traspare chiaramente anche la volontà di garantire che gli USA mantengano la guida del settore tecnologico.
Nella sua prima settimana di presidenza Trump ha fatto annunci e firmato ordini esecutivi che spaziano dal piantare bandiere su Marte a stimolare le criptovalute, passando per la rimozione delle restrizioni sull’intelligenza artificiale, la costruzione di StarGate e l’indebolimento dell’autorità dell’FTC di porre limiti alla concorrenza.
Anche se i dettagli di molte di queste iniziative restano vaghi, l’intenzione è chiarissima.
Ci aspettiamo che questo focus dia un forte slancio alla tecnologia, sia negli USA che altrove – tranne, forse, che in Cina.
Prevediamo che ciò porti ad uno stimolo costante per le società tecnologiche quotate e quelle non quotate e che si traduca in un’ulteriore spinta per gli investitori nei prossimi anni.
Lungo il percorso ci saranno senz’altro molti imprevisti, ma a nostro parere è possibile che si arrivi alla nascita di una nuova generazione di giganti tecnologici e a un’epoca di significativa creazione di valore per gli investitori.
Conclusione
Le prospettive per le società tecnologiche sono rosee nel 2025, in un contesto che continua a creare condizioni allettanti per chi investe in società non quotate del settore, grazie all’accelerazione nell’adozione di tecnologia da una parte e a una continua carenza di liquidità dall’altra.
Prevediamo inoltre che il sostegno di Trump alla tecnologia possa dare un forte impulso all’intero settore.
Di conseguenza, riteniamo che le società tecnologiche, quotate e non, debbano essere prese in considerazione in modo attento dagli investitori che vogliono mettere a frutto i propri capitali nel 2025.