PROMETEIA ADVISOR SIM AUDITA IN COMMISSIONE BICAMERALE DI CONTROLLO

PROMETEIA ADVISOR SIM AUDITA IN COMMISSIONE BICAMERALE DI CONTROLLO
Paolo Rosa, avvocato

Trento, 24 marzo 2025. Di Paolo Rosa, avvocato

Il 20 marzo 2025 Prometeia Advisor Sim è stata audita in Commissione bicamerale di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ed ha rilasciato agli atti la relazione con delle slides, scaricabili sul sito istituzionale della Bicamerale.

Prometeia Advisor Sim è controllata al 100% da Prometeia SpA, società indipendente di ricerca, consulenza e sviluppo.

Prometeia Advisor Sim è guidata dall’amministratore delegato dott. Davide Squarzoni che io ho conosciuto durante la mia permanenza in Cassa Forense, professionista di alto livello.

L’intervento di Prometeia Advisor Sim, che svolge attività rivolta principalmente ad investitori istituzionali italiani, ha offerto un interessante raffronto tra le modalità di gestione del patrimonio delle Casse di previdenza dei professionisti, da una parte, e dei Fondi Pensione, dall’altra che si occupano, le prime, della previdenza obbligatoria di primo pilastro dei professionisti italiani, e i secondi, della previdenza complementare volontaria.

Le due realtà sono caratterizzate, quanto alle Casse di previdenza, da un’assenza di una normativa specifica relativa agli investimenti, che si attende dal 2011 e che dovremo aspettare ancora dopo l’intervento del Consiglio di Stato, di cui ho già relazionato nel mio “Le Casse di previdenza per gli investimenti non vogliono il codice degli appalti” (https://www.ifanews.it/le-casse-di-previdenza-per-gli-investimenti-non-vogliono-il-codice-degli-appalti), quanto ai Fondi Pensione, invece, da una normativa di prim’ordine a livello europeo.

Le Casse di previdenza amministrano un patrimonio di 114 miliardi di euro (dati 2023) su un totale di 295 miliardi, gestiti dall’insieme degli investitori istituzionali italiani, costituito dalle Casse, Fondi Pensione negoziali e preesistenti e Fondazioni bancarie.

Per quanto riguarda le Casse di previdenza la governance degli investimenti è in capo, principalmente, ai CdA cui compete la scelta degli investimenti, ad oggi senza regole cogenti, benché sia la Covip che la Corte dei Conti ne sollecitino, da anni, la pubblicazione.

Per contro i Fondi Pensione effettuano gli investimenti secondo le modalità disciplinate dal d.lgs. 252/2005 e dal D.M. 166/2014.

In estrema sintesi, i Fondi Pensione affidano, tramite procedure di gara pubbliche, la gestione delle risorse a soggetti autorizzati a fornire il servizio di gestione patrimoniale e in possesso dei requisiti previsti dal d.lgs. 252/2005.

Limitatamente ai FIA (di tipo mobiliare o immobiliare, tipicamente chiusi) i Fondi Pensione possono sottoscrivere direttamente le relative quote, senza il ricorso a soggetti terzi rispettando alcuni limiti prudenziali previsti dai citati decreti.

Vi è quindi una plastica diversità nella gestione degli investimenti perché le Casse investono, prevalentemente, in forma diretta, mentre i Fondi Pensione si affidano a gestioni esterne.

È noto ormai a tutti gli addetti ai lavori che le Casse di previdenza si oppongono all’applicazione del codice degli appalti negli investimenti e questa opposizione ha sin qui rallentato l’emanazione del decreto sugli investimenti.

Le procedure ad evidenza pubblica sono processi di selezione aperti e trasparenti utilizzati dagli enti pubblici per l’affidamento di lavori, servizi, forniture, concessioni e altri contratti. Questi processi sono regolati da normative specifiche che garantiscono trasparenza, imparzialità e concorrenza. Le procedure ad evidenza pubblica comprendono bandi di gara, concorsi di idee, selezioni per concessioni, e altre modalità di selezione pubblica.

La soluzione che io mi permetto di suggerire, potrebbe essere quella di far utilizzare da parte delle Casse di previdenza la procedura ad evidenza pubblica Covip, quella cioè in uso ai Fondi Pensione, che è una sana via di mezzo, con la conseguenza che se si accentrasse la vigilanza, non vi sarebbe più la urgenza del regolamento sugli investimenti.

Ricordo che i Fondi Pensione gestiscono la previdenza complementare che è volontaria, mentre le Casse la previdenza obbligatoria di primo pilastro.

Le slides depositate agli atti, fotografano che oltre il 50% del patrimonio è stabilmente investito nelle componenti monetarie e obbligazionarie; che quello delle Casse private rimane il segmento più esposto ai private markets, con una ricomposizione significativa dall’immobiliare alle altre classi dei private markets, cui si affianca un aumento della diversificazione geografica, pur restando l’esposizione in Italia prevalente, mentre il segmento dei Fondi Pensione risulta meno esposto ai private markets, mentre al loro interno negli ultimi anni si è assistito a una ricomposizione dall’immobiliare alle altre asset class private, con un ampliamento della diversificazione geografica, pur restando l’Italia il mercato prevalente.

Non è più tollerabile dagli iscritti Casse la mancanza di regole cogenti nella gestione di un patrimonio, che rappresenta l’unica garanzia del pagamento delle pensioni a scadenza.

«Gli enti previdenziali che per la contribuzione obbligatoria dispongono di indirette forme di finanziamento statale, vanno qualificati come organismi di diritto pubblico ed assoggettati alla disciplina del Codice dei contratti».(Fonte: Anac).

Poiché dovrebbe essere avviata l’interlocuzione con ANAC in ordine alla disciplina del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 36 del 2023 sub art. 56, secondo il parere interlocutorio del Consiglio di Stato del 14 febbraio 2025, sarebbe interessante valutare se la proposta di cui sopra possa essere in linea con la normativa di riferimento.

Cosi da sbloccare l’impasse che si trascina, ormai, dal lontano 2011.