LE CASSE DI PREVIDENZA E IL VENTURE CAPITAL – ATTO SECONDO

LE CASSE DI PREVIDENZA E IL VENTURE CAPITAL – ATTO SECONDO

Trento, 2 aprile 2025. Di Paolo Rosa, avvocato.

Ho già trattato il tema nel mio articolo del 6 marzo 2025, visibile al seguente link https://www.ifanews.it/le-casse-di-previdenza-e-il-venture-capital.

Debbo ritornare sull’argomento perché né le Casse di previdenza né i Fondi pensione, dopo l’entrata in vigore dell’art. 33 della legge 16.12.2024, n. 193, si sono mosse per usufruire dell’agevolazione fiscale aumentando la quota di operazioni in venture capital.

Non è dato capire, infatti, i meccanismi di calcolo degli investimenti in fondi di venture capital, se cioè “si debbano considerare gli importi effettivamente richiamati e versati ovvero quelli sottoscritti. Sul punto il Ministero starebbe effettivamente studiando una correzione, per chiarire che l’investimento qualificato può essere calcolato sulla base degli impegni vincolanti a realizzare investimenti qualificati e non sugli investimenti effettivamente già effettuati. Senza una modifica, per Fondi pensione e Casse sarebbe molto difficile selezionare, secondo i tempi stretti della legge, un paniere di fondi di venture capital su cui raggiungere le soglie fissate” (Fonte: Carmine Fotina Il Sole 24Ore del 02.04.2025, pag. 7).

“Le Casse di previdenza dei professionisti, che svolgono la funzione previdenziale di primo pilastro, sono da tempo impegnate nell’investimento in fondi di investimento alternativi (FIA), tra cui i fondi di venture capital.

Nel 2023, l’investimento in FIA, ha raggiunto i 23,59 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 20,9 miliardi nel 2022, e pari al 25,5% degli investimenti diretti e al 22% del totale degli attivi.

Modesta rimane tuttavia l’esposizione verso gli strumenti di venture capital – pari allo 0,82% del totale FIA – anche se si conferma il trend di crescita che ha portato gli investimenti da poco meno di 50 milioni nel 2018 agli oltre 192 milioni del 2023.”

Di segno contrario, invece, la tendenza registrata nei fondi pensione preesistenti che abbassano la loro allocazione nei fondi di venture capital dallo 0,97% del 2022 allo 0,68% del 2023 sul totale degli investimenti in FIA.

Infine, risulta nulla l’esposizione nei confronti del segmento venture capital nei fondi pensione negoziali che, nella maggioranza dei casi, hanno approcciato i fondi di pensione alternativi solo nell’ultimo quinquennio.” (Fonte: Giulia Sordi in Casse di previdenza e fondi pensione: la nuova rotta verso il venture capital – ilPunto del 23.12.2024).

Poiché come, ho cercato di spiegare, si tratta di un investimento molto rischioso, è davvero singolare che nelle Casse di previdenza, che gestiscono il primo pilastro obbligatorio e non dispongono di una regolamentazione cogente, siano in aumento, mentre nei Fondi pensione, che gestiscono la previdenza volontaria di secondo pilastro e che dispongono di una normativa cogente all’avanguardia europea, siano in diminuzione.

Trattandosi di un asset decorrelata da tutte le altre, l’agevolazione fiscale di cui all’art. 33 della legge 193/2024 è sicuramente interessante a condizione però che lo Stato, oltre a stabilire i criteri per l’investimento, si faccia anche garante del rischio della perdita totale, o anche parziale, dell’investimento che per legge dovrà durare almeno 5 anni.