La famigerata legge cosiddetta Biagi obbliga a fingere che, nel rapporto di lavoro, ci sia un progetto. E` bene, invece, che ogni lavoratore sia libero di regolare il proprio rapporto di lavoro come meglio crede, a tempo determinato o indeterminato, sia nel settore pubblico, sia in quello privato.
Inoltre la legge mette fra datore di lavoro e lavoratore inutili e costosi intermediari. L`incontro, fra offerta e domanda di lavoro, può avvenire senza spese, su internet. Propongo la reintroduzione nel codice civile dell`articolo 2097, abrogato male nel 1962.
Per risolvere, con lungimiranza, la mancanza d`entrate di cui soffrono coloro che non hanno lavoro, è opportuno riconoscere a tutte le persone fisiche, di cittadinanza italiana, il diritto alla disponibilità di un minimo vitale, sulla base della dichiarazione annuale dei redditi.
I giovani che studiano sono bravi, si laureano e si trovano disoccupati. Le attese di questi giovani sono frustrate perché i posti di lavoro qualificato sono pochi e non tendono ad aumentare. Essi in ogni caso accettano posti di lavoro non particolarmente qualificati o rimangono in una vana attesa che consuma la vita. Pochi potranno dedicarsi ad un`attività in proprio, perché non c`è bisogno di tanti imprenditori.
Nel quadro complessivo della garanzia di un salario minimo a tutti, è ragionevole riservare ai laureati una possibilità in più. Non si dispone di una legge moderna per affrontare il problema; è opportuno valutare una proposta di legge innovativa.
Articolo unico
Comma 1 L`art. 2097 del codice civile è sostituito dal seguente: le parti stabiliscono le regole del contratto di lavoro.
Comma 2 A tutte le persone fisiche, di cittadinanza italiana, è riconosciuto il diritto alla disponibilità di un minimo vitale, sulla base della dichiarazione annuale dei redditi.
Comma 3 A tutte le persone fisiche laureate, di cittadinanza italiana, il datore di lavoro riconosce una preferenza in tutte le assunzioni.
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