Crisi finanziaria, la ‘’ribellione’’ contro i costi della politica e la mancata trasparenza, dalla petizione alle proposte alternative
Crisi finanziaria, la ‘’ribellione’’ contro i costi della politica e la mancata trasparenza, dalla petizione alle proposte alternative
Siamo nel bel mezzo di un pasticcio, finanziariamente parlando. Tra piani, lettere di intenti, promesse e lacrime, il nostro paese si trova a dover affrontare un’ondata di sfiducia da parte dei mercati e delle istituzioni europee. In mezzo a questo frastuono, è il caso di dirlo, le certezze vacillano ed è per questo che l’Italia si avvia probabilmente verso un lungo periodo di “penitenza” (di bilancio) a capo chino. Una penitenza per la quale già tutti abbiamo pronti i ceci fantozziani sui quali riporre le nostre già dolenti ginocchia. Vi è però un elemento che ancora una volta riuscito a uscire indenne da tale clima di sofferta austerità: la casta dei parlamentari. Per loro, come si suol dire, è sempre Natale, tra indennizzi, automobiline colorate e week-end lunghi sempre pronti.
Non sorprende quindi di ricevere notizia di numerose iniziative di “rivolta” da parte dei cittadini. Uno di questi è certamente una petizione on-line per dimezzare il numero dei Parlamentari ed eliminare il diritto all`indennità pensionistica dopo soli 35 mesi di attività Parlamentare. La possibilità di firmare è a portata di link
Parallelamente un nostro lettore si è espresso con una proposta diretta sul tema della trasparenza della politica. Ecco la proposta di un professore di Bologna:
In Italia, si è arrivati ad avere un governo ed un parlamento d`infimo livello per colpa dell`insipienza dei cittadini.
Per risollevarci dal baratro, si propone l`approvazione di una legge con gli obiettivi che seguono.
* Togliere qualsiasi privilegio giudiziario o amministrativo ai parlamentari e renderli uguali ai cittadini.
* Rendere la composizione del parlamento in proporzione nazionale ai risultati della competizione elettorale.
* I cittadini devono poter indicare la propria preferenza sui candidati a loro proposti.
* Nelle Camere, abolire la possibilità di apporre il voto di fiducia al governo su singoli provvedimenti di legge.
* Obbligare la pubblicazione in tempo reale su internet delle conversazioni telefoniche e della corrispondenza e-mail del capo del governo.
Se volete esprimere la vostra opinione sul tema non esitate a mandarcela via mail a redazione@ifanews.it Saremo lieti di leggerla e di pubblicarla
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