ARIA DI CAMBIAMENTO NEI MERCATI GLOBALI

Milano, 24 marzo 2025. A cura di Laurent Denize, Global Co-CIO ODDO BHF
Il panorama degli investimenti ha subito una rapida trasformazione, con un'inversione di tendenza significativa rispetto alle aspettative di inizio anno.
L'insediamento di Donald Trump ha innescato una serie di cambiamenti, alterando le dinamiche dei mercati globali.
In Europa, gli investitori si sono inizialmente concentrati sulle large cap.
Tuttavia, il marcato ampliamento dei multipli (P/E ratio forward a 12 mesi vicino a 15x), le consistenti revisioni al rialzo degli utili per azione da parte degli analisti per il 2025 e e il 2026 e un rinnovato interesse degli investitori europei per il proprio mercato (+12 miliardi di euro di flussi netti in entrata nei fondi europei ex-UK a febbraio) suggeriscono che il trend positivo potrebbe estendersi anche ad altre fasce di capitalizzazione, in particolare alle mid-cap.
Le azioni statunitensi, le criptovalute e il dollaro hanno subito forti vendite, mentre i titoli di Stato hanno registrato un rimbalzo.
La deregolamentazione e i tagli fiscali (imposte sulle società dal 21% al 15%) che avevano alimentato il rally post-elettorale di Trump si sono rivelati ben lontani dalla realtà, mentre le politiche meno favorevoli al mercato (dazi, immigrazione e DOGE) hanno scosso la fiducia degli investitori.
È possibile che la revisione protezionistica della politica commerciale possa essere invertita qualora l’impatto negativo si manifestasse nell’economia reale piuttosto che nei mercati finanziari.
Nel breve termine, tuttavia, prevarrà l’incertezza tra investitori, consumatori e imprese, soprattutto in un contesto in cui crescono i timori di recessione a causa del peggioramento di alcuni indicatori anticipatori, come gli indici dei responsabili degli acquisti (PMI).
È arrivato il momento per le "Lag-nificent 7" (le Magnifiche 7 in ritardo) di recuperare terreno?
Anche le small cap possono colmare il gap?
Solo se verranno mantenute le promesse di tagli fiscali per le imprese, se il credito resterà accessibile a tassi ragionevoli, se la crescita e la fiducia dei consumatori rimarranno solide e se la politica industriale favorirà le aziende domestiche. Fino ad allora, gli investitori restano esclusi dal paradiso degli investimenti negli Stati Uniti.
Europa - Si torna al lavoro
L'Europa sta emergendo come un'alternativa interessante agli Stati Uniti.
Il nuovo approccio di Trump alle relazioni transatlantiche sta spingendo i Paesi europei a rafforzare la propria sicurezza.
In Germania, i potenziali partner di coalizione hanno presentato ingenti piani di spesa per la difesa (deroga al freno al debito per la spesa in difesa superiore all’1% del PIL), le infrastrutture e il clima (500 miliardi di euro nell’arco di 12 anni, pari all’11-12% del PIL tedesco, oltre a un aumento della capacità di indebitamento netto dei governi federali dallo 0% allo 0,35% del PIL).
Questi annunci hanno già portato a forti rialzi nei titoli legati alla difesa e all’edilizia.
Anche l’UE ha aperto i rubinetti della liquidità, rendendo più semplice per i Paesi membri finanziare la spesa per la difesa (clausola di esenzione per investimenti in difesa pari a 650 miliardi di euro in quattro anni, oltre a un piano di debito congiunto che potrebbe arrivare a 150 miliardi di euro).
Confermiamo la nostra visione positiva sulle mid-cap europee e sulle aziende con elevati dividendi.
La nostra convinzione principale resta la Germania, che appare il Paese con il maggior potenziale di beneficiare di una ripresa europea.
Il focus dovrebbe essere sul MDAX.
Consigliamo inoltre un’esposizione sui titoli value europei, meno dipendenti dall’export e più avvantaggiati dall’aumento della spesa infrastrutturale. Per quanto riguarda i settori, in un contesto di mercati volatili è essenziale mantenere un approccio flessibile.
Cina - Il nuovo paradiso?
La Cina potrebbe sorprendere gli investitori, con l'obiettivo di crescita del 5% e una politica fiscale espansiva.
Per centrare questo obiettivo, il governo ha adottato una politica fiscale decisamente più espansiva rispetto allo scorso anno.
Il target ufficiale per il deficit di bilancio è stato innalzato al 4,0% del PIL previsto, il livello più alto mai registrato.
Le quote per l’emissione di obbligazioni speciali da parte dei governi locali e di titoli di Stato speciali “ultra-lunghi” sono state aumentate rispettivamente da 3,9 a 4,4 trilioni di RMB e da 1,0 a 1,3 trilioni di RMB. Inoltre, verranno emessi 500 miliardi di RMB in titoli di Stato speciali per ricapitalizzare le grandi banche commerciali statali.
Poiché il rischio di inflazione è destinato ad aumentare nel lungo termine a causa della politica dei dazi imposta da Trump, è consigliabile evitare posizionamenti su titoli di lunga durata negli Stati Uniti.
In Europa, il recente forte rialzo dei rendimenti suggerisce che il mercato obbligazionario stia ora prezzando in modo più appropriato le prospettive di una crescita più solida nell’eurozona e l’aumento delle emissioni obbligazionarie per finanziare maggiori spese per la difesa e le infrastrutture.
Tuttavia, con la Germania che ha adottato una politica fiscale espansiva e continuativa, è altamente probabile che la sua economia esca dalla stagnazione, contribuendo a un più ampio processo di reflazione nell’eurozona. Questo scenario lascia spazio a un ulteriore rialzo dei rendimenti nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda il credito, raccomandiamo una posizione sottopesata.
All’interno di questa asset class, manteniamo una visione costruttiva sul rischio di credito Investment Grade: sebbene gli spread siano compressi, i rendimenti assoluti restano interessanti, anche alla luce del calo dei rendimenti del mercato monetario.
Al contrario, gli spread dell’high yield non offrono una compensazione adeguata rispetto all’aumento dell’incertezza, alla volatilità di mercato, ai rischi di una guerra commerciale e, soprattutto, alle crescenti preoccupazioni sulla crescita negli Stati Uniti. Tuttavia, le obbligazioni high yield a breve durata dovrebbero continuare a beneficiare di rendimenti ancora interessanti a fronte di un livello di rischio contenuto.
Conclusione: Dov’è la “notte di gloria”?
Poiché l'imprevedibilità è ormai la cifra distintiva di Donald Trump, la volatilità resterà una costante della sua presidenza.
In pochissimo tempo, il regime dei mercati finanziari in cui operavamo alla fine del 2024 è stato completamente stravolto.
Quella brezza leggera, promettente e carica di aspettative che ci attendevamo dagli Stati Uniti si è trasformata in un vento gelido, violento e turbolento. La buona notizia è che anche il vento può cambiare direzione all’improvviso—e stavolta in senso positivo—per altre aree del mondo, come l’Europa e la Cina.
Ed è proprio lì che, in questo momento, si sta giocando la vera "notte di gloria".